Minare Ethereum: si può ancora fare? Guida aggiornata 2026

Se stai cercando come minare Ethereum, è importante partire da una precisazione: oggi non è più possibile minare ETH sulla Mainnet di Ethereum. Il mining, che per anni ha rappresentato il meccanismo con cui venivano prodotti nuovi blocchi e distribuite le ricompense ai miner, è stato abbandonato con The Merge, completato il 15 settembre 2022. Da quel momento Ethereum ha sostituito la Proof of Work con la Proof of Stake, affidando la validazione della rete ai validator che partecipano allo staking di ETH.
Questo non significa che il mining di criptovalute sia scomparso. Significa, piuttosto, che Ethereum ed ETH non possono più essere minati come avveniva prima del 2022. Per capire cosa sia cambiato e quali possibilità rimangano oggi, è quindi necessario distinguere il mining storico di Ethereum dallo staking attuale e dalle altre blockchain che continuano a utilizzare la Proof of Work.
Indice dei contenuti
Si può ancora minare Ethereum?
La risposta è no, non sulla Mainnet di Ethereum.
La documentazione ufficiale di Ethereum specifica che la Proof of Work non costituisce più il meccanismo di consenso della rete e che, di conseguenza, il mining è stato disattivato. I blocchi vengono oggi prodotti e validati attraverso la Proof of Stake, con i validator che mettono in staking ETH per partecipare al consenso.
Il cambiamento è avvenuto con The Merge, l'aggiornamento eseguito il 15 settembre 2022 che ha unito la Mainnet di Ethereum alla Beacon Chain, la blockchain basata sulla Proof of Stake. Con questo passaggio la Proof of Work è stata sostituita in modo permanente e il mining non è più un metodo valido per produrre blocchi sulla rete Ethereum.
ATTENZIONE: questo punto è fondamentale perché molte guide ancora online spiegano come minare Ethereum con GPU, mining pool o altri hardware facendo riferimento a un sistema che non è più quello attuale. La stessa documentazione di ethereum.org mantiene la pagina dedicata al mining esclusivamente per motivi storici e specifica che le informazioni riguardano l'architettura Proof of Work ormai deprecata.
Cosa è cambiato concretamente?
Prima di The Merge:
i miner utilizzavano potenza di calcolo per partecipare alla Proof of Work;
l'hardware eseguiva i calcoli necessari alla produzione dei blocchi;
le ricompense erano associate al mining;
consumi energetici, hardware e costi operativi erano elementi centrali dell'attività.
Oggi:
Ethereum utilizza la Proof of Stake;
il ruolo dei miner è stato sostituito da quello dei validator;
la produzione e validazione dei blocchi non richiede più il mining;
chi vuole partecipare direttamente al consenso può farlo attraverso lo staking di ETH secondo le regole della rete.
Anche il consumo energetico della rete è cambiato radicalmente: secondo Ethereum.org, The Merge ha ridotto il consumo energetico di Ethereum di circa il 99,95%.
Quindi, se oggi possiedi una GPU o un ASIC e stai cercando un modo per utilizzarlo per “minare Ethereum”, non puoi collegarlo alla Mainnet e ricevere ETH attraverso il mining. Per comprendere quali alternative siano rimaste disponibili, bisogna prima vedere come funzionava il mining di Ethereum prima di The Merge.
Come funzionava il mining di Ethereum prima di The Merge?
Prima del passaggio alla Proof of Stake, Ethereum utilizzava la Proof of Work (PoW) e il mining era il meccanismo attraverso cui i miner contribuivano alla sicurezza della rete e alla produzione dei blocchi. Il principio era simile a quello utilizzato da Bitcoin, ma Ethereum adottava l'algoritmo Ethash, progettato per richiedere una notevole quantità di memoria e rendere il mining particolarmente adatto alle GPU.
Proof of Work ed Ethash
Il miner doveva eseguire continuamente calcoli per trovare una soluzione valida secondo le regole della rete. La potenza di calcolo disponibile determinava l'hashrate e, di conseguenza, la capacità di partecipare alla competizione per la produzione dei blocchi.
Ethash aveva caratteristiche differenti rispetto all'algoritmo SHA-256 utilizzato da Bitcoin. La sua struttura memory-hard aveva favorito per lungo tempo l'utilizzo delle schede grafiche, rendendo possibile il mining di Ethereum attraverso configurazioni composte da più GPU.
GPU, hardware e consumi
Per minare ETH prima del 2022 erano quindi necessari principalmente:
GPU sufficientemente potenti e con memoria adeguata;
alimentazione elettrica dimensionata per il consumo dell'impianto;
connessione Internet stabile;
sistema di raffreddamento e ventilazione;
software e firmware per gestire le macchine;
un wallet Ethereum per ricevere le ricompense;
un mining pool, se si sceglieva di partecipare alla rete attraverso il mining collettivo.
Un impianto di mining doveva gestire consumi, calore, manutenzione e continuità operativa, aspetti che diventavano sempre più importanti all'aumentare delle dimensioni dell'impianto.
Mining pool e ricompense
Per aumentare la frequenza delle ricompense, molti miner partecipavano a un mining pool. In questo modello, la potenza di calcolo di più partecipanti veniva aggregata e le ricompense distribuite sulla base del contributo fornito.
Il sistema è però ormai storico per quanto riguarda Ethereum: con The Merge, la rete ha abbandonato definitivamente la Proof of Work e il relativo mining. Oggi ETH non viene più prodotto attraverso GPU, ASIC o mining pool sulla Mainnet.
Mining Ethereum e staking: qual è la differenza?
Il passaggio da Proof of Work a Proof of Stake ha modificato il meccanismo con cui la rete Ethereum raggiunge il consenso. Prima di The Merge, erano i miner a utilizzare potenza di calcolo e hardware per partecipare alla produzione dei blocchi. Oggi questo ruolo è svolto dai validator che partecipano alla Proof of Stake attraverso ETH in staking.
Aspetto | Mining Ethereum (PoW) | Staking Ethereum (PoS) |
Meccanismo | Proof of Work | Proof of Stake |
Partecipanti | Miner | Validator |
Risorsa utilizzata | Potenza di calcolo | ETH in staking |
Hardware | GPU e altri dispositivi compatibili | Hardware per eseguire un nodo validatore |
Consumo energetico | Elevato | Molto più basso |
Funzione | Calcolare la soluzione richiesta dalla PoW e proporre blocchi | Proporre e attestare blocchi secondo le regole del PoS |
Stato attuale | Non più utilizzato su Ethereum | Meccanismo attuale di Ethereum |
Mining: la potenza di calcolo al centro del sistema
Nel modello Proof of Work, la sicurezza della rete dipendeva dal lavoro computazionale svolto dai miner. L'hardware eseguiva continuamente calcoli per cercare una soluzione valida e il miner che riusciva a produrre un blocco valido poteva ricevere la ricompensa prevista dal protocollo. Questo modello rendeva quindi fondamentali hashrate, efficienza dell'hardware e costo dell'elettricità. Più in generale, il mining richiedeva un'infrastruttura capace di mantenere le macchine operative, gestire il calore prodotto e sostenere i consumi. Con The Merge, questo meccanismo è stato definitivamente disattivato sulla Mainnet: Ethereum non utilizza più la potenza di calcolo dei miner per produrre blocchi.
Staking: ETH e validator sostituiscono il mining
Nella Proof of Stake il ruolo dei miner viene sostituito dai validator. Invece di mettere a disposizione potenza di calcolo per competere nella Proof of Work, i partecipanti mettono ETH in staking e possono essere selezionati per proporre blocchi e partecipare alla validazione della rete. Per questo motivo, parlare oggi di “mining Ethereum” e di “staking Ethereum” come se fossero due modalità alternative per fare la stessa cosa può creare confusione. Il risultato è sempre la partecipazione al funzionamento della rete, ma il meccanismo, i requisiti e i rischi sono differenti.
Il cambiamento più evidente? I consumi
Uno degli effetti più importanti di The Merge riguarda l'energia necessaria per mantenere il consenso della rete. Ethereum.org indica una riduzione del consumo energetico di circa il 99,95% rispetto alla Proof of Work.

Perché minare criptovalute conviene ancora?
Il fatto che Ethereum non sia più minabile non significa che il mining di criptovalute sia scomparso. Esistono ancora blockchain che utilizzano la Proof of Work e, di conseguenza, attività di mining che possono generare asset digitali attraverso hardware dedicato.
La vera domanda, però, non è più semplicemente “quale criptovaluta posso minare?”. Piuttosto, è “in quali condizioni il mining può essere un'attività economicamente sostenibile?”
Oggi il risultato dipende da un insieme di fattori: costo dell'energia, efficienza delle macchine, difficoltà della rete, prezzo dell'asset prodotto, continuità operativa e costi di gestione. Per questo, acquistare un ASIC o una GPU e collegarla alla rete non è sufficiente per costruire un'attività di mining competitiva. La differenza può essere fatta dall'infrastruttura che sta intorno all'hardware.
Energia competitiva, raffreddamento adeguato, monitoraggio continuo, manutenzione e ottimizzazione dei consumi incidono direttamente sulla capacità di mantenere le macchine operative e gestire i costi nel tempo. È proprio questo il passaggio dal mining amatoriale al mining professionale: non considerare la macchina come un prodotto isolato, ma inserirla all'interno di un sistema progettato per funzionare in modo efficiente e continuativo.
Bcrypto: il mining come infrastruttura produttiva
Proponiamo un approccio al crypto mining in cui l'hardware rimane un asset fisico di proprietà del cliente, mentre la gestione tecnica e l'infrastruttura vengono affidate a un team specializzato.
Il modello comprende:
✓ Selezione e acquisto delle macchine ASIC
✓ Installazione nelle mining farm Bcrypto
✓ Manutenzione
✓ Monitoraggio 24/7
Il cliente può inoltre seguire la produzione attraverso una dashboard in tempo reale e ricevere i ricavi direttamente sul wallet aziendale.
L'elemento distintivo è quindi la separazione tra proprietà dell'hardware e gestione operativa: la macchina rimane del cliente, mentre gli aspetti più complessi dell'attività vengono gestiti professionalmente.
Farm fisiche in tutto il mondo, energia rinnovabile certificata a €0,09/kWh e hardware industriale per produrre asset digitali a impatto zero.

Perché scegliere un partner professionale per il mining?
Affrontare il mining attraverso un'infrastruttura professionale significa soprattutto ridurre la complessità operativa che deriva dalla gestione diretta delle macchine. Nel modello BCrypto, gli elementi principali sono:
Hardware di proprietà: le macchine ASIC vengono acquistate dal cliente e restano un suo asset;
Infrastruttura dedicata: gli ASIC vengono ospitati all'interno di mining farm professionali;
Gestione tecnica: manutenzione e monitoraggio 24/7 sono affidati al team Bcrypto;
Ottimizzazione: parametri operativi e consumi vengono monitorati per mantenere l'efficienza delle macchine;
Controllo: il cliente può verificare la produzione attraverso una dashboard e identificare le proprie macchine;
Trasparenza: i ricavi vengono accreditati direttamente sul wallet aziendale.
Tutto questo permette di affrontare il mining con un'infrastruttura progettata per gestire concretamente le variabili che ne determinano l'efficienza. Ed è proprio qui che si trova la differenza tra acquistare una macchina e costruire una vera attività di mining.
Il mining è cambiato, non è finito
Minare Ethereum non è più possibile: dal 2022 la Mainnet utilizza Proof of Stake e il mining ETH appartiene alla storia della rete. Il mining crypto, però, continua a esistere sulle blockchain che utilizzano la Proof of Work. Oggi affrontarlo in modo competitivo richiede molto più della semplice scelta dell'hardware: energia, infrastruttura, raffreddamento, monitoraggio, manutenzione e ottimizzazione sono componenti essenziali dell'attività.
Per chi vuole trasformare il mining in un progetto strutturato, affidarsi a un partner specializzato può quindi essere un'alternativa alla gestione autonoma di tutti questi aspetti.
Domande frequenti
Si può ancora minare Ethereum?
No. Dal settembre 2022 Ethereum utilizza Proof of Stake e il mining di ETH sulla Mainnet non è più possibile. Per chi vuole entrare oggi nel mining crypto, Bcrypto offre un'infrastruttura professionale per acquistare e ospitare ASIC dedicati al mining di altre criptovalute Proof of Work.
Minare criptovalute conviene ancora?
Può avere senso, ma la redditività dipende da energia, hardware, efficienza, difficoltà della rete e costi operativi. Bcrypto affronta questi aspetti attraverso mining farm professionali, energia rinnovabile, monitoraggio 24/7 e ottimizzazione delle macchine.
Cosa serve per fare mining crypto?
Servono hardware specifici, energia competitiva, infrastruttura adeguata, raffreddamento, manutenzione e monitoraggio. Con Bcrypto puoi acquistare ASIC di proprietà della tua azienda e affidarne l'hosting e la gestione tecnica a un team specializzato.





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